RELAZIONE SULLA GESTIONE

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Contesto Macroeconomico
> L’economia mondiale

Lo scenario macroeconomico mondiale è ancora dominato dalla crisi del mercato dei mutui immobiliari americani iniziata la scorsa estate e dalle sue implicazioni sui mercati finanziari e sulla crescita economica.
Un secondo elemento chiave dello scenario internazionale è rappresentato dal forte aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con il prezzo del petrolio ancora vicino ai massimi storici, dovuto a molteplici fattori, tra cui l’elevata domanda da parte dei paesi emergenti.
Rispetto all’autunno questi sviluppi stanno determinando una revisione al ribasso delle previsioni di crescita ed al rialzo di quelle di inflazione.
Negli Stati Uniti il deterioramento dei dati macroeconomici, segnalando un rallentamento marcato della crescita e l’aumento dei rischi di recessione, hanno spinto il Congresso e la FED verso interventi aggressivi di stimolo economico, quali misure fiscali espansive e interventi di riduzione sui tassi ufficiali.
A fronte della difficoltà negli Stati Uniti e nei maggiori paesi industrializzati, la crescita in quelli emergenti è rimasta elevata e continua a sostenere l’economia mondiale, attenuando le ripercussioni internazionali al rallentamento statunitense.
Sostenuto da Cina (+11,5%), India (+8,9%) e da Russia (+7%) il PIL mondiale nel suo complesso nel corso del 2007 ha registrato una crescita stimata del 5% rispetto all’anno precedente.

> L’economia dell’area euro

Gli effetti delle turbolenze sui mercati finanziari, del minor dinamismo americano e del forte apprezzamento della moneta unica europea nei confronti del dollaro, sulla zona euro si prospettano per ora contenuti e portano solamente ad una riduzione delle previsioni di incremento del PIL.
L’area euro continuerà ancora a crescere, ma meno che nel 2007; le previsioni indicano per il 2008 un rallentamento del PIL al 2% circa dal 2,6% dello scorso anno.
Data la minore esposizione al debito delle famiglie europee rispetto a quelle americane e vista l’assenza di fenomeni di diffusa sopravvalutazione del sistema immobiliare si ritiene che le conseguenze della crisi per i consumi delle famiglie siano limitate rispetto a quelle di oltreoceano.
Se le prospettive di crescita permangono discrete, la situazione è più preoccupante sul fronte dei prezzi, così da impedire una correzione di rotta della politica monetaria da parte della BCE, che conferma un orientamento restrittivo.
Al momento la BCE non ha ritenuto di dover attuare interventi sui tassi: solo se si dovessero vedere chiari segnali che la crescita dell’eurozona rimarrà al di sotto del potenziale nel corso del 2008 la BCE potrebbe considerare di allentare la politica monetaria.

> L’economia italiana

L’economia italiana ha registrato nella seconda parte del 2007 una crescita modesta ed inferiore alle aspettative, condizionata anche dall’insoddisfacente andamento della produzione industriale. Nella media del 2007 la crescita del PIL si è attestata ad un + 1,7% circa, contro un incremento del 2,6% nel complesso dell’area euro.
Tenendo anche conto che l’accresciuto rischio di recessione negli Stati Uniti rende il contesto internazionale meno favorevole all’export le stime sulla crescita media del PIL nel 2008 vengono riviste al ribasso, ora al di sotto dell’ 1%.
A fronte di una crescita europea prevista a circa il 2% nel 2008, l’Italia vedrà quindi aumentare il divario nei confronti dell’eurozona ad oltre ad un punto percentuale, una cifra molto rilevante che conferma la difficoltà italiana nell’ultimo decennio, soprattutto se confrontata ai positivi risultati degli altri partner della moneta unica.
A fine 2007 la produzione industriale ha riscontrato una frenata e la debolezza è destinata a perdurare anche per la prima metà del 2008.
I consumi delle famiglie restano decisamente poco brillanti, riflettendo la dinamica stagnante del reddito disponibile reale; gli investimenti fissi hanno decelerato, seguendo il profilo del PIL.
Se le previsioni sull’economia reale (PIL, domanda, produzione) sono nettamente peggiorate nella seconda metà del 2007, la situazione della finanza pubblica risulta, per contro, in significativo progresso. I saldi contabili di fabbisogno del settore pubblico e di indebitamento netto sono scesi infatti, lo scorso anno, al livello più basso dal 2000, mentre il debito pubblico è tornato a diminuire in rapporto al PIL.
Sul finire dell’anno la crescita dei prezzi ha subito un netto rialzo, sospinta dall’inasprimento delle tensioni sui mercati delle materie energetiche.

 

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